Nella prima parte della ricerca, pubblicata nei due volumi precedenti,
che ha coinvolto le imprese delle province di Asti e di Biella, abbiamo
riscontrato da parte delle aziende un forte interesse per l’inserimento
di lavoratori immigrati e ricevuto una valutazione positiva circa le
esperienze di lavoro con gli extracomunitari, identificando un insieme
di fattori che ostacolano attualmente la crescita occupazionale degli
stranieri nelle realtà produttive locali.
La carenza di un’adeguata professionalità degli extracomunitari
e le frequenti difficoltà linguistiche e di comunicazione, unite
alle condizioni di vita precarie in cui si trovano buona parte degli
stranieri nel nostro Paese, sono fattori che vincolano pesantemente
un incontro più efficace tra imprese ed extracomunitari.
L’interlocutore fondamentale del progetto, in questa prima fase,
è stata “l’impresa”.
A tale scopo sono stati realizzati 2 focus group, ad Asti e a Biella,
dando voce agli stranieri.
I gruppi realizzati con l’apporto dei Centri per l’Impiego
hanno avuto un ruolo fondamentale per la ricerca, consentendoci di sperimentare
una modalità d’ascolto degli stranieri innovativa che può
essere utilizzata dai CPI per migliorare il dialogo con i propri utenti.
Negli incontri con gli extracomunitari abbiamo identificato i percorsi
di vita e professionali caratteristici degli stranieri nel nostro Paese.
Il materiale raccolto è stato prezioso per costruire un modello
curriculare per le persone extracomunitarie. Il modello, definito e
condiviso con i Centri per L’Impiego, è stato testato a
livello sperimentale nel progetto su un numero significativo di stranieri
iscritti ai CPI ed in colloqui successivi volti a selezionare i partecipanti
ai corsi di preformazione di Safe Integration sulla base di precisi
indicatori.
Abbiamo costruito i corsi di preformazione con l’obiettivo di
migliorare la conoscenza della lingua italiana degli stranieri e per
rendere più consapevoli gli immigrati delle modalità di
funzionamento del mercato del lavoro.
Al termine del corso sono stati avviati i colloqui nelle aziende, preceduti
da un’azione di contatto telefonico per valutare le disponibilità
d’inserimento, le posizioni da coprire, le attività e le
caratteristiche richieste.
Al contatto con le imprese sono seguite le selezioni delle persone extracomunitarie
con l’utilizzo della banca dati curriculare del progetto.
L’incrocio domanda-offerta ha portato infine alla realizzazione
dei colloqui d’inserimento in azienda.
In particolare, siamo convinti che la metodologia e gli strumenti realizzati
con Safe Integration possano essere utilizzati, applicati e migliorati
dalle Istituzioni impegnate nel campo delle politiche attive del lavoro
e nella comunicazione con i cittadini, primi fra tutti i Centri per
l’Impiego.
Gli strumenti realizzati di maggior importanza sono le schede contenute
negli allegati al rapporto (presenti nel testo integrale): il modello
curriculare, i programmi dei focus group e dei corsi di preformazione,
le schede di colloquio con gli immigrati. Altrettanto importanti sono
gli strumenti realizzati nell’indagine con le imprese, in particolare
i questionari e le figure professionali di interesse.
Il valore più importante del progetto è stata la stretta
collaborazione tra lo staff tecnico del progetto e i Centri per l’Impiego:
gli strumenti costruiti e testati insieme sono stati apprezzati dai
clienti del progetto, immigrati e imprese.