Prima di presentare i risultati del lavoro con le persone extracomunitarie,
occorre soffermarsi sull’impianto metodologico e sulle scelte
adottate, specificando le caratteristiche dei gruppi di lavoro costruiti,
i temi trattati e la struttura degli incontri.
L’obiettivo, in questa fase della ricerca, era di comprendere
i problemi di inserimento lavorativo e sociale degli stranieri che vivono
nelle province di Asti e di Biella, raccogliendo la loro testimonianza.
Era possibile effettuare un’indagine attraverso un questionario,
utilizzando strumenti simili a quelli definiti nella prima fase con
le aziende; abbiamo invece privilegiato un diretto coinvolgimento degli
stranieri nel progetto senza appoggiarci a un questionario strutturato.
È stata scelta la modalità del coinvolgimento di gruppo
per stimolare il confronto tra i partecipanti.
L’idea di partenza, nella costruzione dei temi degli incontri,
è stata di ripercorrere in gruppo “le tappe” di vita
dei partecipanti che hanno portato persone diverse dal paese d’origine
a Biella o ad Asti, e ascoltare cos’hanno fatto gli immigrati
per inserirsi nel nuovo contesto, come si sono mossi alla ricerca di
un lavoro, quali problemi hanno dovuto affrontare, come vivono oggi
e come risolvono quotidianamente le loro difficoltà. Con l’idea
di fondo di lasciar ampio spazio ai racconti e di limitare il più
possibile la “regia” degli incontri.
Sono stati realizzati tre incontri ad Asti e tre a Biella, in due gruppi
di lavoro
Ciascuno dei due gruppi era costituito da una decina di persone, con
alcuni avvicendamenti tra i partecipanti.
I due gruppi erano sensibilmente diversi: ad Asti siamo partiti con
una maggioranza di persone provenienti dall’Est Europa e abbiamo
chiuso l’ultimo incontro con una maggioranza africana all’interno
di un gruppo “multietnico”. A Biella i partecipanti provenivano
quasi tutti dal Marocco, con quattro-cinque persone dalla stessa area
territoriale (Khouribga).
I due gruppi erano molto variegati al proprio interno. Erano presenti
persone con esperienze e collocazioni sociali differenti. Hanno partecipato
agli incontri:
∑ giovani appartenenti alla seconda generazione di immigrati,
alcuni integrati altri meno, che parlano bene in Italiano, hanno studiato
in Italia e vivono con i genitori;
∑ immigrati della prima generazione con seri problemi economici,
che ci hanno raccontato dei mille mestieri svolti, molti non documentati,
sempre a caccia di un qualsiasi lavoro purchè retribuito; molti
con l’ansia per il rinnovo del permesso di soggiorno, con il problema
dei “documenti” al centro dell’esistenza;
∑ madri con bimbi ancora nel Paese d’origine che danno sostegno
economico alla famiglia, spediscono i soldi e non vogliono siano sperperati;
∑ padri con più di una moglie;
∑ donne che sono arrivate in Italia dopo aver contratto matrimonio
con Italiani;
∑ laureati con titoli di studio non riconosciuti nel nostro Paese.
Un elemento comune ad entrambi i gruppi è stata la ricchezza
di esperienze di vita dei partecipanti.
Elemento comune ad entrambi i gruppi è stata la ricchezza di
esperienze di vita dei partecipanti, che spesso hanno affrontato situazioni
difficili sviluppando un’impressionante capacita di “arrangiarsi”.