Il progetto Safe Integration si propone di intervenire sulle
problematiche connesse all'ingresso nel mondo del lavoro degli
immigrati extracomunitari.
Principali criticità evidenziate dalle analisi di settore
relativamente ai territori di Asti e Biella (dati al Luglio
2002):
• la difficile identificazione dei soggetti immigrati
in cerca di lavoro da parte dei Centri per l'Impiego.
Provincia di Asti su 5.011 stranieri residenti e 5.557 stranieri
soggiornanti solo 752 risultano iscritti ai servizi per il lavoro.
Provincia di Biella su 4.253 stranieri residenti e 4.270 soggiornanti,
solo 540 extracomunitari risultano iscritti ai servizi per il
lavoro.
Tutto ciò a fronte di tessuto produttivo che conta 15.718
aziende su Asti e 16.717 su Biella.
Tant'è che nei Programmi provinciali redatti in attuazione
della Misura B1 (linea 2 e 5) del Complemento di programmazione
Regionale del POR, le due province hanno potuto stimare gli
interventi solo per un numero aggregato di soggetti "a
rischio di esclusione sociale" attorno a 1000 (fra immigrati,
ex-detenuti e giovani a rischio).
• la scarsa conoscenza da parte degli immigrati extracomunitari
della struttura del mercato del lavoro italiano e delle regole
che lo presiedono.
• la loro inadeguata preparazione tecnico-professionale
rispetto alla capacità produttiva richiesta dalle piccole
e medie imprese.
• la difficoltà di accesso a percorsi formativi
pre e post lavorativi congruenti con la condizione di immigrazione
e la necessità di reperire fonti di reddito capaci di
garantire condizioni minime di sussistenza.
• la scarsa attitudine culturale dimostrata da numerose
aziende nell'accogliere all'interno della propria struttura
organizzativa valori, saperi e modelli di riferimento di cui
i lavoratori immigrati sono portatori.
• un'oggettiva insufficienza degli attuali strumenti contrattuali
che risultano spesso inadeguati a fornire risposte efficaci
alle istanze delle imprese e alle esigenze di integrazione e
stabilità del "lavoratore extracomunitari.